Venezia-Antiche Carampane

Dove mangiare bene in un posto tipico veneziano?? Questa e’ la domanda che mi viene spesso rivolta dagli amici arrivando a Venezia!!!Poco lontano,a piedi , da piazzale Roma o dal ponte di Rialto tra calli e callette ,larghe meno di un metro, in un Sestriere un tempo frequentato da ” Carampane”un’antica trattoria dove la tradizione , la passione per la cucina e la qualita’ ancora sono vincenti !in un’atmosfera tipicamente venetiana !Dal baccala’, alla frittura, al crudo.. ,alla crema di zucca ,alle moeche.. al saor… www.antichecarampane.com

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My Fashionable Venice : Presentazione del libro presso Peggy Guggenheim

Come la musica di Mozart, Venezia ha la capacità di suscitare, e soprattutto  di assecondare, gli stati d’animo più diversi e opposti. Se il mercato di Rialto rappresenta il suo “allegro vivace”, un tramonto nebbioso alla Giudecca è un “adagio cantabile”:  ammiratelo ascoltando il concerto per clarinetto, e non riuscirete a trattenere le lacrime. Ma per fortuna i  finali dei concerti sono sempre raggianti  e briosi. E così è il libro di Paola Caovilla. Le guide per conoscere Venezia sono molte. Quelle per farla amare sono poche  e del resto una città si ama vivendola e non leggendone la storia o la geografia. Esse hanno generalmente in comune l’attitudine pedagogica e precettiva che tende a indirizzare il visitatore secondo schemi convenuti. Ne deriva spesso un senso di fastidio e di noia, perché il lettore sente che manca la “dominante” del concerto, quell’accordo armonico che dà unità alla composizione. Dopo essersi saziato di indicazioni di itinerari, ristoranti, musei e negozi, l’esausto viaggiatore ha l’impressione di entrare in una città come tante altre. E invece non è così. Perché Venezia è unica e – nel bene nel male – non sopporta le regole e i luoghi comuni. Questo libro vuole mostrarvela come nessun altro ha fatto prima. Il suo segreto risiede nello spirito “souple et goguenard”, che lo anima; una vitalità scanzonata e gioiosa che riflette il carattere solare della sua autrice. Il che non significa affatto che sia frivolo. Al contrario: esso esprime quell’energia esuberante e feconda che ha fatto di Venezia,  per secoli, la città più vivace e multietnica del mondo occidentale. È stata una scelta saggia. Anche se l’atmosfera attuale evoca egoismi nazionalistici,  o forse proprio per questo, Paola ha regalato un soffio di brio cosmopolita, reso ancor più gradevole, e per questo più efficace, dall’alternarsi di consigli originali e di immagini suggestive. Evitando i luoghi comuni, che tormentano il lettore con la loro logorante ripetitività, Paola ci orienta verso una visione della vita più indulgente e benevola e in fondo anche più realistica. Diciamo la verità: ne abbiamo abbastanza delle amanti di Casanova e dei malaticci di Thomas Mann. La “Débauche et la Mort”, les très belle filles care a Baudelaire, non entrano in un questo libro. Esse cedono il passo alla vitalità rumorosa dei bàcari, alla vibrazione delle acque e ai colori delle isole, alle curiosità nascoste di angoli sconosciuti, alle raffinatezze della moda e tentazioni della cucina. Anche i luoghi dell’arte e degli incontri culturali, di cui Venezia è ricca ma non abbastanza orgogliosa, vengono ricordati con un invito delicato, senza il sussiego severo e persino arcigno che spesso allontana l’impaurito neofita. Anche questa è una scelta giusta, perché all’arte ci si accosta con il cuore semplice, sgombro da intellettualismi didattici e snobismi elitari, magari prendendo spunto da situazioni ordinarie e usuali. Guardate con attenzione le immagini dello squero di san Trovaso: non c’è modo migliore per prepararvi ad apprezzare i nostri pittori moderni, da Tito a Nono, da Favretto a Zandomenghi, che poi troverete nei musei e, se ne avete la fortuna, nei palazzi veneziani. Infine l’ultimo saggio consiglio dell’autrice: perdersi per Venezia è il modo migliore per visitarla. È vero: affidandosi al caso e al fiuto, “ en flanant”, senza orari e senza scopo, solo così si coglie la vita e lo spirito di questo angolo unico al mondo.  Senza rimpiangere i fasti passati e anche senza illusioni sull’incerto avvenire, goderne il fascino di un immobilismo mutevole, e infine riflettere allegramente, davanti a una brocca di vino, sulle alterne stravaganze della vita.
Carlo Nordio

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Venezia-Desert Island-

IMG_5266In the lagoon, close to Burano and Torcello,the small island of San Francesco del Deserto with its convent, a place rich in history and spirituality,looks like a green emerald rising from the waters.
Occasion to enrich the own historical and religious culture but also to enjoy the peace and tranquility of this place, the island, not served by public transport, but easy to reach by sea, today is open to tourists and anyone who wants to visit it for an experience of prayer, reflection and commonality with the Friars,who offer hospitality for few days.

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